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Non facciamo confusione…

Sempre più spesso le decisioni di acquisto dei consumatori si orientano verso una scelta “ragionata” che tiene conto, accanto al fattore prezzo, della qualità e dell’origine degli alimenti. Un interesse rivolto non solo all’aspetto nutrizionale dei prodotti, ma anche e soprattutto alla sicurezza di poter acquistare cibi sani e genuini, ottenuti con metodi di coltivazione tradizionali, senza utilizzo di sostanze dannose per l’ambiente e per la nostra salute.

Da qui la vasta offerta di prodotti “naturali” in tutti i settori commerciali, confezioni attraenti e colorate per frutta e verdura, etichette con fiori, farfalle, coccinelle…ma quanti e quali di questi prodotti possiamo acquistare in tutta sicurezza? Con quali metodi di produzione sono stati ottenuti?
Troppo spesso il consumatore è confuso (se non addirittura ingannato) da una moltitudine di nomi e marchi assai simili tra loro, ma che in effetti identificano metodi produttivi assai diversi.

In queste pagine vogliamo illustrare alcuni dei sistemi di coltivazione NON biologici, spesso definiti “eco-compatibili”, poiché sono il tentativo, da parte di piccole e grandi aziende convenzionali, di ottenere prodotti agricoli limitando danni e modificazioni all’ambiente e al territorio. La conoscenza delle tecniche utilizzate nella produzione, ci sarà utile a riconoscere i diversi prodotti e ad orientarci in una scelta ancora più “consapevole”.

PRODUZIONE INTEGRATA
La produzione integrata fa parte delle tecniche agricole denominate “a basso impatto ambientale”, poiché adotta metodi di coltura che mirano ad ottenere prodotti agricoli di qualità nel rispetto del territorio, dell’habitat naturale e della salute umana, in un progetto più vasto di sviluppo sostenibile anche nel lungo periodo.

A differenza del metodo biologico ed organico, questo tipo di produzione ammette l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi, sotto forma di fertilizzanti o antiparassitari, ma in quantità più ridotte (anche oltre il 50% in meno) rispetto al limite di legge previsto per le sostanze utilizzate nell’agricoltura convenzionale.

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Fonte: a cura di V. Maltese - AgricolturaBiologica.info
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