Non facciamo confusione…
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La tecnica di coltura si definisce “integrata”,
poiché deriva da un approccio alla terra di tipo complesso,
che vede l’intervento simultaneo di metodi provenienti da
differenti discipline.
E’ utilizzato, in particolare nel comparto ortofrutticolo,
a partire dagli anni Ottanta, periodo in cui si sperimentano anche
in Italia metodi per ottenere una produzione che possa soddisfare
le richieste del mercato e dei consumatori, limitando allo stesso
tempo i danni collaterali in termini di inquinamento, e le minacce
alla salute dell’ambiente e dell’uomo.
Il progetto della lotta integrata mira al mantenimento
della fertilità del suolo e alla difesa delle piante dai
parassiti, tramite l’uso di diverse tecniche utilizzate secondo
un piano di interventi che procede per “gradi” di differente
intensità. Il ricorso alle sostanze chimiche deve avvenire
solo in caso di reale occorrenza. In tutte le altre situazioni,
la priorità è accordata all’approccio preventivo,
e in questo caso molte delle procedure utilizzate sono una sintesi
delle tecniche già osservate nell’ambito dell’agricoltura
biologica: rotazione delle colture, sovescio, pacciamatura, scelta
di piante resistenti, uso di fertilizzanti organici, lotta ai parassiti
tramite specie antagoniste o metodi di “confusione sessuale”
(utilizzando gli stessi odori emessi dagli ormoni femminili per
disorientare gli insetti maschi ed allontanarli dalle piante coltivate),
ecc.
Nella difesa delle piante dai parassiti, pertanto, la lotta integrata
si avvale il più possibile dei meccanismi naturali
di regolazione, e solo nei casi in cui questo tipo di approccio
non fosse sufficiente a mantenere le piante in buone condizioni,
si ricorre all’uso dei prodotti chimici,
preferibilmente quelli di tipo selettivo, che attaccano i parassiti
senza danneggiare gli insetti utili.
Come l’agricoltura biologica, la produzione
integrata non prevede l’uso di ormoni o altre sostanze che
influenzino i normali processi di crescita e sviluppo delle piante,
cercando di indirizzare la raccolta della frutta nel periodo di
maturazione spontanea.
Anche per la conservazione degli alimenti si utilizzano tecniche
non inquinanti, ricorrendo alla refrigerazione, o al confezionamento
in atmosfera controllata (riducendo la concentrazione di ossigeno
per evitare lo sviluppo di insetti e batteri nocivi e rallentare
l’invecchiamento di frutta e verdura).
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