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Non facciamo confusione… (2/4)

La tecnica di coltura si definisce “integrata”, poiché deriva da un approccio alla terra di tipo complesso, che vede l’intervento simultaneo di metodi provenienti da differenti discipline.
E’ utilizzato, in particolare nel comparto ortofrutticolo, a partire dagli anni Ottanta, periodo in cui si sperimentano anche in Italia metodi per ottenere una produzione che possa soddisfare le richieste del mercato e dei consumatori, limitando allo stesso tempo i danni collaterali in termini di inquinamento, e le minacce alla salute dell’ambiente e dell’uomo.

Il progetto della lotta integrata mira al mantenimento della fertilità del suolo e alla difesa delle piante dai parassiti, tramite l’uso di diverse tecniche utilizzate secondo un piano di interventi che procede per “gradi” di differente intensità. Il ricorso alle sostanze chimiche deve avvenire solo in caso di reale occorrenza. In tutte le altre situazioni, la priorità è accordata all’approccio preventivo, e in questo caso molte delle procedure utilizzate sono una sintesi delle tecniche già osservate nell’ambito dell’agricoltura biologica: rotazione delle colture, sovescio, pacciamatura, scelta di piante resistenti, uso di fertilizzanti organici, lotta ai parassiti tramite specie antagoniste o metodi di “confusione sessuale” (utilizzando gli stessi odori emessi dagli ormoni femminili per disorientare gli insetti maschi ed allontanarli dalle piante coltivate), ecc.

Nella difesa delle piante dai parassiti, pertanto, la lotta integrata si avvale il più possibile dei meccanismi naturali di regolazione, e solo nei casi in cui questo tipo di approccio non fosse sufficiente a mantenere le piante in buone condizioni, si ricorre all’uso dei prodotti chimici, preferibilmente quelli di tipo selettivo, che attaccano i parassiti senza danneggiare gli insetti utili.

Come l’agricoltura biologica, la produzione integrata non prevede l’uso di ormoni o altre sostanze che influenzino i normali processi di crescita e sviluppo delle piante, cercando di indirizzare la raccolta della frutta nel periodo di maturazione spontanea.
Anche per la conservazione degli alimenti si utilizzano tecniche non inquinanti, ricorrendo alla refrigerazione, o al confezionamento in atmosfera controllata (riducendo la concentrazione di ossigeno per evitare lo sviluppo di insetti e batteri nocivi e rallentare l’invecchiamento di frutta e verdura).

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Fonte: a cura di V. Maltese - AgricolturaBiologica.info
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