Le origini dell'Agricoltura
Biologica
Il metodo produttivo che prende il nome di “agricoltura
biologica” ha le sue origini agli inizi del Novecento. In
diversi Paesi dell’Europa settentrionale, si sperimentano
tecniche che mirano a potenziare il rendimento del suolo senza ricorrere
all’uso dei fertilizzanti chimici. Diverse sono le soluzioni
proposte, come pure i concetti e le motivazioni che le ispirano.
Di seguito vi proponiamo una sintesi delle tre correnti di pensiero
più importanti e delle tecniche agricole ad esse collegate.
LA BIODINAMICA
Ideatore del metodo biodinamico è Rudolf Steiner, filosofo
austriaco fondatore dell’Antroposofia. Secondo tale disciplina
piuttosto complessa, l’uomo possiede la capacità di
conoscere in modo autonomo la realtà soprasensibile. Prendendo
coscienza di sé, è possibile sperimentare i propri
legami col mondo dello spirito. A partire da questa rivalutazione
dell’uomo, Steiner crea un collegamento tra le varie scienze
umane, interessandosi nel corso dei suoi studi delle discipline
più disparate: dall’arte alla medicina, dalla pedagogia
all’economia, e persino dell’agricoltura.
Secondo Steiner la materia è animata da poteri terreni e
astrali, e pertanto un buon rendimento del raccolto può essere
mantenuto soltanto rispettando l’equilibrio della terra con
il cosmo e le forze della natura.
Interessati alle sue teorie, negli anni Venti, alcuni agricoltori
tedeschi chiedono suggerimenti per migliorare il rendimento dei
propri terreni e mantenere gli animali allevati in buona salute.
Nel 1924, con un ciclo di otto conferenze, Steiner illustra i principi
di un nuovo metodo di coltivazione, che mira innanzi tutto a rispettare
la salute della terra, a potenziarne il rendimento senza l’uso
di sostanze nocive, al fine di ottenere prodotti migliori dal punto
di vista qualitativo.
Il metodo di Steiner prende il nome di “biodinamica”.
Si tratta infatti di mantenere e stimolare l’attività
biologica del terreno, “dinamizzandola” tramite apporto
di sostanze benefiche e l’operato delle forze cosmiche.
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