Il prezzo dei prodotti
biologici
Costo sì ma…
Una delle argomentazioni più diffuse a favore dei prodotti
biologici nel dibattito relativo al prezzo, è il fattore
della qualità.
Se i prodotti dell’agricoltura convenzionale possono essere
acquistati a costi decisamente inferiori, quelli dell’agricoltura
biologica possiedono dei requisiti in più: prima tra tutte
la sicurezza di una produzione controllata e certificata.
Si parla, pertanto, esclusivamente di prodotti genuini,
ottenuti senza impiego di additivi chimici o altre sostanze dannose
per la salute.
Accanto a questo requisito di primaria importanza (ancor più
dopo i recenti scandali legati alle sofisticazioni alimentari e
all’impiego incontrollato di OGM), si può parlare di
una maggiore qualità dei prodotti biologici anche dal punto
di vista nutrizionale.
Diversi studi hanno dimostrato che la frutta e la verdura ottenute
con il metodo biologico hanno un minore contenuto di acqua e sono
più ricche di vitamine, sali minerali ed oligoelementi.
Altro fattore da non trascurare, è l’attenzione per
l’ambiente. La scelta del cibo biologico costituisce un aiuto
decisivo a favore della nostra salute, ma anche di quella del suolo,
dell’acqua, dell’intero ecosistema di cui facciamo parte.
Si può quindi sostenere che la maggiore spesa del consumatore
è compensata dalla sicurezza di aver scelto un prodotto qualitativamente
migliore da molteplici punti di vista.
La situazione attuale
La diffusione dei prodotti biologici nel nostro paese si manifesta
come un fenomeno in continua crescita, e gli ambiti del suo sviluppo
si evolvono con estrema rapidità. Per lungo tempo confinati
alla vendita presso i negozi specializzati, di recente i prodotti
biologici hanno conquistato l’attenzione della grande distribuzione
organizzata, che ha deciso di riservare a questo tipo di articoli
uno spazio specifico nei propri punti vendita su tutto il territorio
nazionale. Dal negozio al mini-market naturale al supermercato,
l’evoluzione continua, il mercato si differenzia e si potenzia
la produzione.
I benefici di questo sviluppo accelerato sono immediatamente riscontrabili
in una riduzione dei costi: numerose catene di supermercati propongono
linee di prodotti biologici a marchio proprio, garantendo ai consumatori
prezzi maggiormente accessibili; sempre più spesso questo
tipo di articoli sono oggetto di campagne promozionali, ponendosi
in diretta competizione con i prodotti dell’agricoltura convenzionale.
Allo stesso tempo si intravedono nuovi problemi, relativi ad una
possibile evoluzione in senso “industriale” del comparto
biologico.
La compressione dei costi, potrebbe, secondo alcuni, comportare
il ritorno alla monocoltura, ad una produzione “in serie”
con minore impiego di manodopera, o addirittura alla scomparsa delle
piccole aziende produttrici, sopraffatte dalle grandi catene e dalla
distribuzione organizzata.
Tra le soluzioni proposte, che comprendono la possibilità
di ridurre il prezzo d’acquisto per il consumatore, assicurando
allo stesso tempo la vitalità delle piccole aziende portatrici
della vera “filosofia” del biologico, c’è
l’idea di riorganizzare il canale distributivo riducendo al
minimo i passaggi intermedi, potenziando la vendita diretta e le
associazioni dei produttori.
In questo senso, i piccoli produttori di oggi possono contare su
uno strumento in più: la vendita on line tramite portali
specializzati, che consente di ritagliarsi una propria vetrina e
raggiungere, a basso costo, consumatori interessati al biologico
su tutto il territorio nazionale. Un mezzo di comunicazione rapido,
aggiornabile in tempo reale, che rende possibili nuovi scenari di
mercato e di scambio in tutto il mondo.
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