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Prodotti biologici: dove?

Fiere e mercati. Punto di contatto diretto tra produttori e clienti, i mercatini biologici costituiscono una buona occasione per acquistare prodotti freschi e sementi biologiche. Si organizzano, in genere una volta al mese (spesso la domenica) nelle varie città d’Italia. Altro contesto in cui è costante la presenza di aziende biologiche sono le fiere organizzate nelle grandi città per promuovere eventi culturali legati alla salute, al benessere, alla natura, all’agricoltura in generale. In questo caso, la presenza dei prodotti biologici esposti rappresenta soprattutto una forma di promozione, anche se quasi sempre è possibile acquistare (o provare) sul posto gli alimenti presentati dalle varie ditte produttrici.
Per continuare con il settore della vendita diretta, sempre più spesso anche sui banchi nei nostri mercati rionali si possono trovare in vendita frutta e verdura da agricoltura biologica. E’ importante ricordare che, anche per i prodotti venduti sfusi, è necessario poter individuare le garanzie di controllo dell’avvenuta certificazione da parte degli organismi autorizzati.

Per corrispondenza. Questo sistema di vendita per parecchio tempo ha permesso alle persone residenti nei centri minori, o comunque impossibilitate a raggiungere i punti vendita specializzati, di acquistare prodotti biologici certificati da casa propria, tramite buono d’ordine telefonico o postale. L’evoluzione di questa tipologia d’acquisto ai nostri giorni è Internet, che permette, accedendo ai siti della aziende produttrici, di acquistare 24 ore su 24 da casa propria un vasto assortimento di articoli freschi o conservati, a prezzi competitivi e con diverse modalità di pagamento.

Gruppi d’acquisto solidali. Sono costituiti da gruppi auto-organizzati di persone che decidono di acquistare i prodotti biologici all’ingrosso, direttamente da piccoli produttori locali, e ridistribuirli tra loro, mantenendo un livello di prezzi equo sia per i consumatori che per gli agricoltori.
L’approvvigionamento di alimenti biologici in grandi quantità direttamente dal produttore, offre diversi vantaggi: la possibilità di conoscere direttamente gli agricoltori e la provenienza dei cibi comperati, l’eliminazione di ogni forma di intermediazione, il risparmio dei costi di imballaggio e distribuzione.
In questo contesto, si affermano i gruppi cosiddetti “solidali” (GAS), che concepiscono l’atto d’acquisto come scelta critica e responsabile, e condividono un modello di sviluppo comune, che valorizza il contatto diretto, lo scambio, la giustizia e la solidarietà tra gli individui. L’acquisto come scelta etica pone il risparmio del consumatore su un piano secondario, per focalizzarsi su vantaggi in termini di impatto sociale e ambientale. Dal punto di vista sociale si ricerca il contatto diretto e personale tra compratore e venditore, ed i prodotti sono acquistati presso piccole realtà che garantiscono il rispetto delle condizioni e delle norme di sicurezza dei lavoratori, e la giusta retribuzione per gli operatori agricoli. Per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente, sono privilegiati i prodotti biologici o biodinamici, soprattutto quelli locali, per ridurre i costi in termini di inquinamento ed energia causati dai consueti sistemi di distribuzione e trasporto del mercato globale.

Negozi del commercio equo e solidale. Sono gestiti da associazioni senza scopo di lucro che acquistano prodotti biologici direttamente da piccoli gruppi di produttori organizzati in Asia, Africa e America Latina. Nelle “botteghe” si trovano prodotti di qualità, ottenuti nel rispetto delle norme europee e importati con autorizzazione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. I prodotti, biologici e non, acquistati in questi punti vendita, sono pagati ai produttori del Sud del mondo secondo il criterio di un “prezzo equo”, che viene fissato ogni anno in relazione ai reali costi delle materie prime e della manodopera, senza tenere conto delle oscillazioni del mercato tradizionale. Nell’acquisto dei prodotti dai contadini locali, si evita il ricorso ad intermediari, e si prediligono le piccole realtà che garantiscono il rispetto dei diritti dei lavoratori e dei soggetti svantaggiati.
L’etichetta consente al consumatore di poter verificare la provenienza del prodotto, il controllo
dell’ente di certificazione e di conoscere quanta parte della cifra spesa per quell’acquisto sarà destinata al produttore.
Questi negozi si propongono come punto di incontro tra diverse culture, e qui la scelta di un’alimentazione sana si affianca al momento di solidarietà e di scambio con i popoli dei paesi del Sud del mondo.
I prodotti del “Commercio equo” (a marchio “Fair Trade”) sono reperibili anche presso alcuni negozi di alimentazione naturale.

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Fonte: a cura di V. Maltese - AgricolturaBiologica.info
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